L’edificio eretto nel Quattrocento per accogliere il monastero di Santa Maria della Concezione, fu trasformato ed adibito a Palazzo Prefettizio in seguito al decreto di soppressione degli ordini religiosi del 1861 promulgato dopo la proclamazione del Regno d'Italia.
La fabbrica si distingue in un nucleo originario a nord, sviluppatosi attorno ad una corte centrale con un sistema costruttivo in muratura, cui si contrappone l’ala meridionale, di recente realizzazione, con struttura in calcestruzzo di cemento armato. Il nucleo originario, oggetto prevalente dell’intervento di restauro, che consta di tre piani fuori terra più un livello ammezzato, non presentava gravi problemi statici ma versava in uno stato generalizzato di degrado imputabile al naturale invecchiamento delle strutture e dei materiali cui si aggiungeva una scarsa manutenzione.
L’intervento ha restituito funzionalità e salubrità agli ambienti attraverso una migliore organizzazione degli spazi, più confacente alle necessità d’uso e più efficiente rispetto alle esigenze delle funzioni strategiche che essi accolgono. Ciò grazie, tra l’altro, alla creazione di due nuovi ingressi, all’inserimento di tre nuovi impianti ascensore, la realizzazione di un nuovo impianto elettrico ed idrico-sanitario, la predisposizione dell’impianto antincendio, climatizzazione e di trasmissione dati, il rinnovamento delle finiture interne con l’uso materiali pregiati, il restauro degli infissi in legno, il rifacimento delle coperture a falda.
Importanti fenomeni degenerativi interessavano il paramento in pietra del quattrocentesco portale a tutto sesto del prospetto laterale e la ricca decorazione in elementi lapidei del prospetto principale, dei quattro fronti della corte interna. Su di essa si è operato attraverso interventi specialistici mirati alla eliminazione delle cause del degrado, alla pulitura e consolidamento delle superfici ed alla loro protezione da futuri agenti biodeteriogeni. |